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 +        Messina, il 16 / 1 [1]910


 Caro Don Sterpi,


 ricevo il telegramma di risposta col quale mi dite di stare meglio.

 Io spero che sia vero, ma vi raccomando di curarvi, e di darmi sicure notizie di voi.

 2/ Sono dolente di dovervi pregare di cosa che nello stato di vostra salute,

vi porterà più dolore. Ricevo da Mgr. Fossà lettera che vi accludo.

 Voi leggerete questa mia, per la parte che lo riguarda, a Don Allasia,

al quale direte che lo consiglio di entrare in qualche Ordine Religioso

di vita più mortificata, poiché da questo momento non posso più con profondo dolore

dell'anima mia considerarlo come membro del nostro Istituto.

 Gli userete carità come avete sempre fatto sin qui, finché egli si metta a posto altrove;

però gli vieterete, finché resta da noi, di uscire a predicare e anche di confessare.

 Se egli non volesse entrare in altre Religioni, malgrado il dispiacere

che con ciò mi darebbe, (poiché vedo che la sua anima ne soffrirà stando fuori),

e invece volesse andare come prete libero presso qualche Vescovo benevolo

che lo accogliesse in sua Diocesi, pazienza! ma mi pare meglio assai per lui che entrasse

in una Congregazione più raccolta e rigida.

 Scusate, caro Sterpi, il doloroso incarico, e che il Signore vi dia grazia

di compiere anche questo sacrificio per amore Suo.

 Vostro aff.mo in G. C.


        Sac. Luigi Orione  Vic. Gen.le